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Memorie d'inciampo all'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma

L'11 gennaio 2017 si è inaugurata sulla scalinata dell'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma l'ottava edizione del progetto Memorie d'inciampo a Roma
Tra l'11 e il 12 gennaio l'artista tedesco Gunter Demnig ha installato personalmente 24 Stolpersteine (pietre d’inciampo) a Roma, nei marciapiedi prospicienti le abitazioni di deportati razziali e politici. Tre di esse hanno trovato collocazione ai piedi della scalinata dell’Istituto Svedese.


Le tre pietre con targa in ottone ricordano l’epigrafista Mario Segre, la moglie Noemi Cingoli e il figlioletto Marco che tra il 1943 e il 1944 trovarono rifugio presso l’istituto, allora diretto da Erik Sjöqvist. Sjöqvist, sempre affiancato dalla moglie Gurli nel sostenere i perseguitati dal nazismo, rischiò molto a livello personale: l'istituto non godeva, infatti, dell'extra territorialità né lo stesso Sjöqvist dell'immunità diplomatica. Nell'aprile del 1944 Mario, Noemi e il piccolo Marco, di appena due anni, furono arrestati, per essere poi deportati ad Auschwitz il 24 maggio, dove furono uccisi il giorno stesso.
Sono intervenuti alla cerimonia Adachiara Zevi, curatrice del progetto, Nathan Badoud, dell'Università di Freiburg Svizzera, che ha proposto la collocazione delle pietre d'inciampo in memoria dei Segre, Kristian Göransson, direttore dell'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, l'ambasciatore di Svezia  Robert Rydberg e l'Ambasciatore di Germania Susanne Marianne Wasum-Rainer.

 

Servizio del TGR Lazio (min. 9:58-11:50)

Servizio di La Repubblica tv

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