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Sala 5. ACQUAROSSA. L’AREA MONUMENTALE

L’AREA MONUMENTALE. INTRODUZIONE

Oltre alle numerose abitazioni nei vari punti del pianoro, è stato individuato e scavato ad Acquarossa un complesso di edifici di particolare monumentalità. Nel suo periodo più tardo esso era riccamente decorato con terrecotte a rilievo. Le ricerche svedesi hanno dimostrato, con il ritrovamento di case d'abitazione decorate con terrecotte dipinte senza rilievo e degli edifici monumentali con terrecotte a rilievo, che non è più sostenibile l'interpretazione che collega sempre tra loro terrecotte architettoniche decorate ed impianti di tipo santuariale.
Altri ritrovamenti e scoperte di terrecotte a rilievo simili a quelle di Acquarossa sono stati fatti in diversi siti, come Poggio Civitate di Murlo presso Siena, Tuscania, Veio (Piazza d'Armi), S. Omobono a Roma, Velletri ecc. Fra le altre, si ricorda l'interpretazione di riconoscere, in molte delle strutture con terrecotte architettoniche, complessi residenziali gentilizi, cioè regiae etrusche, come è stato suggerito anche per l'area monumentale di Acquarossa. Una tale interpretazione non esclude funzioni religiose, culti e riti connessi con la persona del principe.

Lastra a rilievo, Tipo A

I soggetti delle lastre figurate di Acquarossa, oltre al  banchetto e alla danza, temi connessi con il cerimoniale del complesso, sembrano portatori di messaggi di contenuto celebrativo. Lunghi cortei, creati tramite la ripetizione delle lastre, con guerrieri a piedi o in atto di salire su bighe, evocano imprese militari che vengono esaltate nelle rappresentazioni figurate. L'immagine di Eracle presente nelle due serie di lastre con cortei, accompagnata al leone nemeo ed al toro di Creta, sottolinea, con il richiamo al mito, le imprese eroiche della classe aristocratica e del dinasta. In linea con questa interpretazione sembrerebbero collocarsi altri rinvenimenti di lastre architettoniche di analogo soggetto che, emerse in aree sepolcrali presso monumenti aristocratici (Tuscania), ripropongono le stesse tematiche con più scoperto carattere cultuale.

L’AREA MONUMENTALE. GLI EDIFICI DELL'ULTIMO PERIODO

La parte occidentale della zona F, che è situata nell’area nord del pianoro, è caratterizzata da un complesso di edifici di particolare rilevanza. Nel suo ultimo periodo di vita (fase 3) questo era ornato da una decorazione fittile a matrice. Sia questa decorazione architettonica che la ceramica in uso durante la fase 3 sono state ritrovate in numerosi frammenti tra i resti murari.
I due edifici principali (A e C) sono disposti più o meno ad angolo retto. Entrambi sono forniti di un portico antistante, ma la profondità dei due portici è diversa, così come la distanza tra le colonne.
L'edificio A presenta le stanze a un livello più alto del portico; ad ovest troviamo una stanza stretta, mentre il resto della pianta è incerto.
L'edificio C è meglio conservato, per cui è meno problematica la lettura della sua pianta. Dal portico si entra in una sala retrostante attraverso un largo passaggio sostenuto da una colonna centrale. Da questo ambiente si possono raggiungere due stanze di uguali dimensioni. Nella stanza a sud sono stati trovati blocchi di tufo, probabilmente parti di banchine, come per un triclinio.

 

 

 

L’AREA MONUMENTALE. LA DECORAZIONE FITTILE

I quattro tipi di lastre a rilievo

Nell’area monumentale sono stati trovati più di duemila frammenti della decorazione fittile consistente in un tipo di antefissa a testa femminile e quattro tipi di lastre a rilievo:

Tipo A - scena di corteo con Eracle ed il toro cretese
Tipo B - scena di corteo con Eracle ed il leone nemeo
Tipo C - scena di banchetto
Tipo D - scena di danza

Le lastre dei tipi A e B presentano una cornice con strigilatura convessa, mentre nei tipi C e D è concava.
Lastre dello stesso tipo erano collocate l'una accanto all'altra a formare lunghi fregi, creando, grazie alla ripetizione, un effetto di massa: lunghe processioni con numerosi cavalli, carri e guerrieri, un grande numero di banchettanti e un tumulto di danzatori.
Sia le antefisse che le lastre erano dipinte in bianco, rosso e nero. Rimangono tracce di colore sufficienti a dimostrare che lastre dello stesso tipo erano dipinte in modo diverso ad indicare che le figure, continuamente ripetute, cambiavano di volta in volta.
Nonostante la lacunosità dei rinvenimenti, si è tuttavia potuto calcolare con vari metodi il numero minimo di ciascun tipo di lastra architettonica: i vari tipi appaiono rappresentati con frequenze diverse (43 A, 10 B, 18 C e 16 D).

 

 

 

 

 

 

L’AREA MONUMENTALE. LA RICOSTRUZIONE

Il ritrovamento, tra i resti dei muri, di grandi quantità di frammenti della decorazione fittile offre condizioni eccezionalmente favorevoli a un tentativo di ricostruzione degli edifici.
La distribuzione dei frammenti mostra chiaramente che soltanto le fronti degli edifici erano decorate: ciò significa che a formare l'unità architettonica non erano i quattro lati di ogni edificio ma le facciate che racchiudevano il cortile.

Plastico dell'area monumentale

L’edificio C sembra aver avuto una sola fila di lastre del tipo A e una fila di antefisse lungo il bordo del tetto.
L'edificio A deve aver avuto una facciata più complessa, poiché le carte di distribuzione delle terrecotte rinvenute propongono per quell’edificio non meno di quattro tipi di lastre e una fila di antefisse. La grande quantità di terrecotte, la frequenza dei diversi tipi e la loro distribuzione, fanno propendere per la presenza di un frontone con tettuccio inserito.
In questa sala sono ricostruite parti degli edifici A e C. La ricostruzione si basa su un'analisi dei punti di rinvenimento delle terrecotte in rapporto ai resti degli edifici e sul numero dei vari tipi di terrecotte che fanno parte della decorazione. Se da un lato appare certa l'attribuzione delle lastre architettoniche ai diversi edifici, non altrettanto esatta può essere la ricostruzione in legno dei tetti o l'altezza degli edifici; che sono pertanto rese in via ipotetica.

Ricostruzione parziale del portico

L’AREA MONUMENTALE.  LA CERAMICA

Si sono rinvenute a terra e sui livelli pavimentali grandi quantità di ceramica, distrutta sotto il crollo dei tetti e quindi frammentaria.
La ceramica dell’ultimo periodo della zona monumentale è tipica della prima metà del VI secolo a.C. e consiste di contenitori di grandi dimensioni, di piccole coppe per bere e di vasi miniaturistici. La maggior parte della ceramica è realizzata in diversi tipi di impasto e qualche volta con una decorazione sovradipinta in bianco su un fondo rosso. Tra le classi di ceramica fine troviamo il bucchero, la ceramica etrusco-corinzia e le cosiddette coppe ioniche. Vi sono anche anfore da trasporto (vetrina a sinistra) sia etrusche che di importazione ed un unico esemplare di lekythos da Samo.
La maggior parte delle anfore da trasporto etrusche hanno base piana, un tipo che sembra aver origine a Vulci. È presente anche un altro tipo a fondo rotondo, più conosciuto per le esportazioni dall'Etruria alla Gallia meridionale (attuale Francia).
Le anfore da trasporto importate provengono da Corinto, Lesbo e Samo e giungono ad Acquarossa per il tramite delle grandi città etrusche della costa.

L’AREA MONUMENTALE.  FASE FINALE: CRONOLOGIA E FUNZIONE

Le circostanze di ritrovamento delle lastre dimostrano al di là di ogni dubbio che tutti i tipi sono stati usati insieme nello stesso periodo, nonostante le differenze dal punto di vista stilistico, ma la costruzione dei due edifici ha richiesto un certo periodo di tempo, essendo stati realizzati uno dopo l'altro. L'ultimo periodo dell'area monumentale può essere datato sia grazie alla ceramica che alla decorazione fittile. La ceramica è quella tipica di tutta la prima metà del VI secolo a.C., mentre le terrecotte sono probabilmente successive al 575 a.C..
Parte della ceramica, come per esempio i grandi contenitori con decorazione sovradipinta in bianco, può essere stata realizzata in un periodo precedente ma è stata utilizzata fino alla distruzione, probabilmente poco dopo il 550 a.C..
L'area monumentale è stata interpretata in modi diversi, come centro con funzioni religiose o profane. Le interpretazioni variano tra santuario, area per cerimonie (soprattutto per l’iniziazione dei giovani) e palazzo di un principe locale (con culto degli antenati).
La ceramica indica che l'area veniva usata per feste con banchetti, e i fregi mostrano processioni, banchetti e danze, tutte parti di una festa. Le rappresentazioni non sono raffigurazioni fedeli di eventi reali, ma si servono di allusioni. La figura di Eracle in mezzo alle processioni sottolinea, rispetto ai personaggi circostanti, qualità quali audacia, coraggio, forza e invincibilità, tutti valori aristocratici. Quindi le rappresentazioni contengono contemporaneamente allusioni all'ideologia, al mito e al rito. Le feste erano fondamentalmente di carattere religioso e, qualunque sia stata la funzione precisa dell'area, tale aspetto era sempre presente.  

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