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Francavilla di SIcilia - campagna 2017

Dopo la proficua prospezione geofisica e il saggio di scavo svolti nel 2016, l’Istituto Svedese, nell’ottobre 2017 ha svolto la seconda campagna di scavo, di circa un mese, delle quattro previste a Francavilla di Sicilia, sito nella parte nord orientale dell’isola.  L’area esplorata nel 2016 si è estesa soprattutto verso nord, e al tempo stesso ci si è spinti in profondità verso strati più antichi. La superficie della zona in pendenza è stata coperta con uno spesso strato di terriccio (forse nel 700), ed è stato necessario rimuoverlo con la scavatrice, come si era in parte fatto nella campagna del 2016.

Quest’anno è stato possibile usare la scavatrice un paio di giorni in più rispetto alla prima stagione, per questo già dalla seconda settimana di lavoro abbiamo potuto procedere con vanghe e picconi. Lo scavo è stato molto proficuo e ha consentito di portare alla luce mura pertinenti a edifici dell’antica città.

Il lavoro sul campo è stato diretto dal direttore dell’Istituto Svedese Kristian Göransson con la collaborazione di Henrik Boman e Monica Nilsson. Prezioso è stato l’aiuto dei due esperti operai locali che, come già lo scorso anno, hanno svolto i lavori di manovalanza. Una novità nella campagna del 2017 è stata la possibilità di far partecipare allo scavo sul campo due studenti di archeologia classica: Emelie Byström, dell’Università di Stoccolma, e Christian Stelius, dell’Università di Lund. Dare agli studenti la possibilità di una pratica sul campo, è un aspetto fondamentale del progetto, insieme naturalmente ai risultati scientifici. Delle misurazioni si è occupato, come già nel 2016, Stephen Kay della British School at Rome. Verso la fine della campagna lo scavo è stato visitato da Jari Pakkanen, all’epoca direttore dell’Istituto Finlandese di Atene, che ha eseguito attraverso un drone una campagna fotografica dell’area scavata  ed elaborato un modello 3D della stessa.

Dopo la proficua prospezione geofisica e il saggio di scavo svolti nel 2016,l’Istituto Svedese, nell’ottobre 2017 ha svolto la seconda campagna di scavo, di circa un mese, delle quattro previste a Francavilla di Sicilia, sito nella parte nord orientale dell’isola. L’area esplorata nel 2016 si è estesa soprattutto verso nord, e al tempo stesso ci si è spinti in profondità verso strati più antichi. La superficie della zona in pendenza è stata coperta con uno spesso strato di terriccio (forse nel 700), ed è stato necessario rimuoverlo con la scavatrice, come si era in parte fatto nella campagna del 2016.

Quest’anno è stato possibile usare la scavatrice un paio di giorni in più rispetto alla prima stagione, per questo già dalla seconda settimana di lavoro abbiamo potuto procedere con vanghe e picconi. Lo scavo è stato molto proficuo e ha consentito di portare alla luce mura pertinenti a edifici dell’antica città.

Il lavoro sul campo è stato diretto dal direttore dell’Istituto Svedese Kristian Göransson con la collaborazione di Henrik Boman e Monica Nilsson. Prezioso è stato l’aiuto dei due esperti operai locali che, come già lo scorso anno, hanno svolto i lavori di manovalanza. Una novità nella campagna del 2017 è stata la possibilità di far partecipare allo scavo sul campo due studenti di archeologia classica: Emelie Byström, dell’Università di Stoccolma, e Christian Stelius, dell’Università di Lund. Dare agli studenti la possibilità di una pratica sul campo, è un aspetto fondamentale del progetto, insieme naturalmente ai risultati scientifici. Delle misurazioni si è occupato, come già nel 2016, Stephen Kay della British School at Rome. Verso la fine della campagna lo scavo è stato visitato da Jari Pakkanen, all’epoca direttore dell’Istituto Finlandese di Atene, che ha eseguito attraverso un drone una campagna fotografica dell’area scavata ed elaborato un modello 3D della stessa.

 

Parallelamente al lavoro di scavo si è proceduto con la pulitura della ceramica rinvenuta e il materiale è stato studiato all’inizio di marzo da Kristian Göransson insieme a Maria Costanza Lentini. Si sta ora lavorando a un ampio rapporto preliminare e il repertorio ceramico mostra la dominante presenza di vasi associati all’uso alimentare. Sono state rinvenute numerose coppe da vino, soprattutto coppe ioniche, kylikes e skyphoi, la maggior parte dei quali a fondo nero e verosimilmente prodotti localmente, ma sono presenti diversi esempi attici. Anfore da Corinto, dalla Magna Grecia e dal Mar Egeo testimoniano, inoltre, di estesi contatti commerciali.

 

 

Da sinistra: Monica Nilsson, Christian Stelius, Kristian Göransson, Emelie Byström e Henrik Boman.

 

Il lavoro a Francavilla ha potuto realizzarsi grazie al generoso contributo delle fondazioni Stiftelsen Gihls fond vid Kungl. Vitterhetsakademien e Fondazione Famiglia Rausing, alle quali l’istituto è molto riconoscente. Vogliamo anche ringraziare calorosamente i nostri partner scientifici, la Dr. Maria Costanza Lentini e il Parco Archeologico di Naxos nella persona del suo direttore Vera Greco, nonché il Comune di Francavilla, e in particolare il sindaco Vincenzo Pulizzi, per il sostegno e l’aiuto pratico.

Un grazie di cuore va anche all’Hotel Palladio di Giardini Naxos per il generoso contributo attraverso l’ospitalità ai ricercatori.

Kristian Göransson
Direttore della campagna di scavo

 

Indagine geofisica a Francavilla di Sicilia in collaborazione con The British School at Rome

Memorie d'inciampo all'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma

L'11 gennaio 2017 si è inaugurata sulla scalinata dell'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma l'ottava edizione del progetto Memorie d'inciampo a Roma
Tra l'11 e il 12 gennaio l'artista tedesco Gunter Demnig ha installato personalmente 24 Stolpersteine (pietre d’inciampo) a Roma, nei marciapiedi prospicienti le abitazioni di deportati razziali e politici. Tre di esse hanno trovato collocazione ai piedi della scalinata dell’Istituto Svedese.


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News from The Swedish Pompeii Project

The Swedish Pompeii Project at Lund University in collaboration with The Swedish Institute in Rome has produced a new 3D-film on the house of Caecilius Iucundus in the Insula V,1 at Pompeii. By combining traditional archaeology with 3D technology, researchers at Lund University in Sweden have managed to reconstruct a house in Pompeii to its original state before the volcano eruption of Mount Vesuvius thousands of years ago. Unique video material has now been produced, showing their creation of a 3D model of an entire block of houses.

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